Febbraio 4th, 2009 at 18:41
“…e affrontavo chi mi insultava
con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire
segreti rancori o rammarichi.
È molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano,
che nascose il lupo sotto il mantello,
e si lasciò divorare, senza un lamento.
È più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso
e combatterlo apertamente, magari per strada,
tra polvere e urla di dolore.
La lingua sarà forse un organo ribelle -
ma il silenzio avvelena l’anima…”
ORE 18:00 Incontro\dibattito:
guerra civile in Perù;
diritti umani; asilo politico.
ORE 20:00 Cena benefit con specialità peruviane € 20,0

Abel Segundo Castillo Sanchez, pittore,
è vittima, nel suo paese, di una persecuzione politica iniziata più di venti anni fa: ha passato 16 anni della sua vita nel carcere di massima sicurezza di Castro Castro, sopravvivendo al massacro contro i militanti politici del 1992.
È stato accusato e condannato da tribunali costituiti da giudici incappucciati e successivamente da un tribunale fantoccio, con l’accusa di terrorismo per aver militato tra le fila del partito comunista peruviano (illegale in Perù).
Il suo lavoro artistico, di denuncia e propaganda principalmente contro i governi di Alan Garcia (l’attuale presidente) e Fujimori lo ha reso persona non gradita all’interno dei confini nazionali del Perù, così, dopo alcuni atti intimidatori nei suoi confronti da parte di gruppi paramilitari ha deciso di venire in Italia, dove già vivevano sua moglie e sua figlia, per richiedere asilo politico.
In un momento in cui si celebra da una parte la carta dei diritti dell’uomo e dall’altra ci si arrabbia perché il Brasile la mette in opera nei confronti di un cittadino italiano, discutere sul significato reale delle parole ci è sembrato quasi un atto dovuto.
Per questo vi invitiamo alla serata di lunedì 16 febbraio presso i locali di altragricoltura nordest, dalle ore 18:00 per discutere in compagnia di Abel circa la situazione attuale del Perù, di diritti umani e migrazioni, e dalle 20:00 con una cena a base di piatti tipici peruviani benefit per le spese legali che Abel sta sostenendo per la sua causa in tribunale.
Durante la serata saranno esposte, acquistabili, anche alcune sue opere.
Per info e prenotazioni telefonare allo 










049/7380554
oppure via mail infogas@altragricolturanordest.it
Settembre 11th, 2008 at 15:09
GIOVEDÌ 11 SETTEMBRE DALLE ORE 19 CASA CIRCONDARIALE, VIA DELLA ROCCA, 4 - FORLÌ
Quella che vi stiamo per raccontare è la storia di un omicidio, un omicidio come tanti che avvengono quotidianamente nelle carceri italiane e di tutto il mondo; forse non un omicidio per la Legge, sicuramente un omicidio per chi non nasconde completamente per la propria umanità dietro il cinismo e la rassegnazione o, peggio, dentro una divisa. Un omicidio su cui è calata una pesante cappa di silenzio, ipocritamente rotta (solo per un istante) da un quotidiano distribuito in questa città, un giornalaccio noto soprattutto per le sue posizioni sguaiatamente razziste e forcaiole.
Un uomo è morto nel carcere di Forlì.
Si chiamava Franco; dopo essere stato arrestato il 21 Agosto scorso è stato condotto nel carcere di Forlì.
Qui ha trascorso 4 giorni, da solo, in cella, lamentandosi per dei forti dolori e chiedendo insistentemente di essere visitato da un medico. Nessuno ha accolto le sue richieste; i secondini hanno continuato a portargli in cella il cibo senza preoccuparsi se questo veniva consumato o meno, ignorando le sue suppliche hanno continuato a svolgere il loro sporco lavoro senza un indugio, senza un tentennamento.
Il 25 Agosto Franco è stato trovato morto nella sua cella.
Completamente nudo.
I vassoi con il cibo ammucchiati in un angolo.
Il corpo e le pareti della cella lordi delle sue feci.
Perché sia morto non lo sappiamo, ma che sia stato massacrato di botte, che sia morto per un malore o per suicidio quello che importa è il sapere che il carcere ha fatto un’altra vittima. Anche per chi, come noi, non nutre alcuna fiducia verso le istituzioni e gli organi di informazione il silenzio che pesa su questa morte è assordante.
Amplifica la rabbia.
Il disprezzo per chi tiene in tasca le chiavi di una cella. Per chi veste una divisa. Per questo oggi siamo qui.
Per gridare la nostra rabbia e il nostro disprezzo verso il carcere e i suoi aguzzini. Per squarciare quest’insopportabile silenzio.
GIÙMURAGIÙBOX
www.giumuragiubox.org
Settembre 3rd, 2008 at 16:39
Annino Mele in sciopero della fame nel carcere di Saluzzo (Cn)
Qualche giorno fa abbiamo letto il seguente comunicato da parte di Annino Mele, prigioniero sardo, condannato all’ergastolo. Contro tutte le galere!
Per scrivere ad Annino:
Annino Mele
Via Valle Bronda, 19
12037 Saluzzo (Cn).
Equipe trattamentale e assistente sociale
Alla direzione della Casa di Reclusione di Saluzzo
Ministero della Giustizia
Magistrato di sorveglianza
Il sottoscritto Annino Mele, dal giorno 19 agosto 2008 darà inizio ad uno sciopero della fame ad oltranza.
Il motivo che mi ha spinto a questa estrema decisione non è di natura spontaneista, ma una vera e propria impossibilità, anche solo per ipotesi, di potermi gestire una coabitazione con qualsiasi altro detenuto in cella. Il mio equilibrio psichico dopo tutti gli anni di dura carcerazione non è più lo stesso.
Il commissario Novena, alcuni mesi fa, quando gli chiesi di potermi trasferire in una delle celle vuote in fondo alla sezione, per poter lavorare meglio alla stesura del nuovo libro che sto scrivendo, mi rispose che non poteva eseguire questa richiesta in quanto il ministero aveva predisposto l’assegnazione della cella e concludeva dicendomi che con la mia sfortuna, riferendosi alla mia condanna, potevo considerarmi “fortunato” perché, nonostante qualsiasi sovraffollamento, la mia condizione di stare in cella da solo non sarebbe mutata.
Invece il giorno 12 agosto c.a., dopo pranzo, senza alcun preavviso l’agente di sezione apre il cancello e mi trovo un detenuto che spinge il carrello con i propri bagagli dentro la cella dove sono io. Ho accolto il detenuto come è stato sempre nella mia educazione.
A Como, e non solo, prima dell’indulto del 2006, si sono raggiunti livelli di sovraffollamento ancora peggiori di quelli attuali, ma con la disposizione del ministero, ed anche per volere delle rispettive Direzioni, il mio star solo non è mai stato messo in discussione.
Perché Saluzzo ha voluto affondare rompendo il mio esile equilibrio? O avrà pensato che potesse risolvere il problema del sovraffollamento mettendomi un altro detenuto in cella?
Oltre tutto, il giorno 12, ho constatato la scorrettezza del brigadiere responsabile, sgarbato nel rispondermi quando gli ho chiesto perché non fossi stato preavvisato, indifferente pure al fatto che il detenuto in questione è un fumatore e, sapendo che io non fumo, un po’ di attenzione in più poteva usarla.
Ritengo quindi seriamente compromesso quel dialogo sempre seguito con reciproco interesse con la direzione. Ritengo siano venute meno le garanzie, sia umane sia in merito all’applicazione delle disposizioni vigenti.
Ritengo che allo stato attuale vengano meno le mie poche forze gestite grazie alla possibilità datami dalle altre direzioni e dal ministero di poter stare solo in cella, una gestione che mi aiutava nell’attesa e nelle speranze, anche quella di poter un giorno abbracciare la mia vecchia madre prima che muoia.
Una volta ripiombato in quel tunnel di cui non intravedo uscita confesso, con tutta sincerità, la mia stanchezza fisica, psichica e psicologica. Altre parole non servono, preferisco che stiano nel mio intimo.
Saluzzo, 19 agosto 2008
Annino Mele
Marzo 26th, 2008 at 00:51
Lunedì 31 marzo ore 20:00
Cena vertiginosa
Le Menù:
Quiche Lorraine
Frittata di bruscandoli
Jota
Sbrise ai ferri
Erbe di campo cotte
Fugassa
Crostata
Insalata di Tani
Vino
tredicieuri (€ 13,00)
Per i soliti problemi dovuti, in questo caso, anche alla raccolta delle erbe e dei fiori di campo, è molto gradita la prenotazione con un buon anticipo
Marzo 11th, 2008 at 21:57
““India: i costi umani della terza potenza mondiale””
Incontro con Marina Valente e Piero Pagliani
Nel corso della serata verranno presentati:
“OSTERIA CALCUTTA”,
di Marina Valente, ed. Sensibili alle foglie
“NAXALBARI-INDIA”
di Piero Pagliani, ed. Mimesis
ed i video:
“OSTERIA CALCUTTA”, di Marina Valente
“LA GRAZIA E LA VIOLENZA”, di Piero Pagliani
Marzo 4th, 2008 at 22:41
Se il lavoro fosse cosa buona, i ricchi lo terrebbero solo per loro

Impegnati il meno possibile, godi dell’assenteismo, pratica il sabotaggio… vendi cara la tua forza lavoro!
Dom. 2 marzo
ore 21:00 proiezione:
Clerks di K. Smith
Mer. 5 marzo
ore 21:00 proiezione:
Giorno di paga,
Tempi moderni.
di C.Chaplin
Ven. 7 marzo ore 21:00 OTTO,
monologo di e con Carla Vitantonio
Dom. 9 marzo
ore 21:00 proiezione:
Crepa padrone, tutto va bene di J.L.Godard
Mer. 12 marzo
ore 21:00 proiezione:
Metropolis
di F. Lang
Sab. 15 marzo ore 18:00 presentazione e discussione del documentario Ultimi fuochi
con alcuni protagonisti di quella stagione di lotta e di quelle attuali
Dom. 16 marzo
ore 21:00 proiezione:
Chi lavora è perduto di T. Brass
Mer. 19 marzo
ore 21:00 proiezione
Acciaio
di W. Ruttmann
Dom. 23 marzo
ore 21:00 proiezione:
In questo mondo libero… di K. Loach
Mer. 27 marzo
ore 21:00 proiezione:
Sciopero
di S. M. Ejzenštejn
Dom. 30 marzo
ore 21:00 proiezione:
Themroc di C. Faraldo
Gennaio 30th, 2008 at 23:54
Chi controllerà il petrolio
controllerà le nazioni e i loro governi,
ma chi controllerà il cibo,
controllerà i popoli.
PANE AL PANE, VINO AL VINO!
Rassegna di video, incontri, degustazioni su: O.G.M., decrescita, degradazione del gusto e della vita, sofistificazioni alimentari, e trappole ideologiche
Dom. 3 ore 21 proiezione:
Eat the rich di P. Richardson
Dom. 10 ore 21 proiezione:
Cioccolato bollente di G. Foster
Sab. 16 ore 18 presentazione di:
“Los Amigos de Ludd - Bollettino di informazione anti-industriale”
Dom. 17 ore 21 proiezione:
Delicatessen di M. Caro, JP. Jeunet
Sab. 23 ore 18 presentazione del libro:
“Lettera ai sopravvissuti - dall’economia della catastrofe alla società del dono” di Sergio Ghirardi
Dom. 24 ore 21 proiezione:
2022: i sopravvissuti di R. Fleischer
Gennaio 14th, 2008 at 00:25
Col nuovo anno tornano le indimenticabili cene sociali
menù invernale:
Torta salata di ricotta e spinaci
Borsch
Stufato con patate
Cavolfiori anch’essi stufi
Topinambur trifolati
Torta di mele
vino
tredicieuri
prenotazione obbligatoria entro sabato (19) mattina grassie!
“Ecco dunque da qual fonte nasce il primo e maggior diletto della vita.
Vi sono però non pochi, soprattutto i vecchi, che van pazzi pel vino più che per le donne, e perciò per essi non c’è piacere maggiore che sbevazzare.
Se possa darsi un banchetto sontuoso senza l’intervento della donna, non è affar mio decidere.
Ma tutti si è d’accordo che senza il condimento della follia, nessunissimo banchetto può riuscire gradevole.”
Gennaio 8th, 2008 at 21:41
La psichiatria non ha mai dimostrato l’esistenza delle malattie che afferma di curare. Nonostante ciò ha sperimentato (e continua a sperimentare) su gente abbandonata alle sue “cure”, metodi e terapie lesive della dignità e dei più elementari diritti umani: ieri la psicochirurgia, il coma insulinico, l’internamento in manicomio; oggi ancora l’elettroshock, gli psicofarmaci (vere e proprie droghe chimiche che a lungo andare danneggiano le funzioni cerebrali), il trattamento coatto …
Che lo si voglia ammettere o no, si viene diagnosticati “malati di mente” sempre sulla base del giudizio che lo psichiatra si fa del modo di pensare, sentire, comunicare della persona che gli sta davanti. Se lo psichiatra non condivide (o non comprende) l’altro, egli diventa automaticamente un “malato di mente”, la cosiddetta “diagnosi” dello psichiatra non è un giudizio scientifico né tanto meno medico ma soltanto morale. Nessuna analisi del sangue, nessun esame ai raggi x, solo un “esame del comportamento” per poi diagnosticare dei “disturbi del comportamento e del pensiero”: gli psichiatri come giudici al di sopra di ogni legge che decidono cosa è giusto e cosa è sbagliato dire, fare, pensare.
Le vittime dei servizi psichiatrici non possono rifiutare le “cure”, né rifiutare le “diagnosi” che gli psichiatri impongono loro. Non possono scegliere che tipo di aiuto ritengono utile, non possono gestire i loro soldi, avere una casa, avere una loro visione del mondo. Per di più il rifiuto delle cure e dell’aiuto (?) degli psichiatri viene considerato sintomo di “malattia mentale”.
Le “cure” della psichiatria consistono nella negazione esplicita di tutto ciò che la persona pensa, sente, dice, sulla base della presunzione che ogni sua espressione sia “sintomo di malattia”. Le “cure” servono a normalizzare la persona, l’uso coercitivo degli psicofarmaci ha appunto la funzione di distruggere ogni capacità di giudizio autonomo, di pensiero, di comunicazione.
Dom 6 ore 21:00 proiezione film “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Miloš Forman
Dom 13 ore 21:00 proiezione film “Titicut follies” di Wiseman e Marshall
Sab 19 ore 21:00 discussione: “TSO, sequestro di persona legalizzato” con Maria Rosaria d’Oronzo del telefono viola di Bologna
Dom 20 ore 21.00 proiezione “Matti da slegare” di Agosti, Bellocchio, Petraglia, Rulli
Sab 26 gennaio ore 18:00 discussione: “Tenere fuori dalla portata dei bambini! sindrome adhd e psicofarmaci” con il gruppo d’iniziativa non psichiatrica di Tradate (VA)
Dom 27 ore 21:00 Proiezione del film: “Socialmente pericolosi. opg aversa”
di Lazzaretti e Mencherini
Dicembre 28th, 2007 at 13:52
Firenze - Natalizia evasione dal carcere
Mer, 26/12/2007 – 19:17
Un detenuto di 32 anni, Alessandro Bongiovanni, recluso nella casa circondariale ‘Solliccianino’ di Firenze dove scontava una pena per rapina, è evaso dalla sua cella il giorno di Natale utilizzando una scala a pioli da lui costruita con lenzuola e manici di scopa. L’evasione è stata scoperta poco dopo mezzogiorno del giorno di Natale.
Secondo quanto appreso, Bongiovanni ha prima smurato la finestra della sua cella al primo piano della casa circondariale, poi si è calato con la scala artigianale nell’anello esterno e ha scavalcato il muro di cinta dell’istituto eludendo il sistema elettronico antievasione. Bongiovanni era stato arrestato l’ultima volta nell’agosto 2007 per una serie di rapine compiute durante un permesso premio. Non era la prima volta che Bongiovanni entrava nella casa circondariale a regime attenuato di Solliccianino: tra i suoi precedenti penali, oltre a rapina e ricettazione, ci sono anche l’ evasione e la tentata evasione.
tratto da: www.informa-azione.info