Ombra Rossa

ottobre 25th, 2007 at 19:27

DETOUR

in: Notizie

“L’atmosfera di alcuni luoghi ci faceva sentire i poteri futuri di un’architettura che si sarebbe dovuta creare per avere il supporto e la cornice di giochi meno mediocri. Non potevamo aspettarci nulla da ciò che non avessimo modificato personalmente. L’ambiente urbano palesava gli ordini e i gusti della società dominante con una violenza pari a quella dei giornali. Dappertutto c’erano degli ostacoli. C’era una coerenza negli ostacoli di ogni genere. Essi mantenevano il regno coerente della miseria.”

Domenica 28 ottobre ore 21:00 proiezione del video:

DETOUR, ovvero come accadde che a Genova, venerdì 20 luglio 2001, un’imprevedibile deriva abbia trasformato una farsa annunciata in sommossa reale

Questo video è il resoconto di una deriva realizzata a Genova venerdì 20 luglio 2001, durante il vertice del G8. La rivolta che ha caratterizzato “i fatti di Genova” ha toccato il cuore di una critica che vuole essere radicale: la forma della città, il suo ruolo nel sistema di dominio attuale e l’uso che se ne può fare contro questo stesso sistema. La deriva è una forma di rivolta nell’uso dello spazio e del tempo della città, che mette in gioco la ricerca di nuove forme di vita quotidiana, tanto più pericolosa quando viene praticata collettivamente come a Genova.

La storia siamo noi. Un appello alla mobilitazione di tutti per il 17
novembre
Giovedì 25 ottobre 2007

“La storia siamo noi” non è uno slogan. E’ un approccio preciso: da un

lato la storia sociale, dall’altro la storia del potere. Chi lo ha
cantato in questi anni lo ha fatto con l’istinto di chi sa di aver
vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che
sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario.
Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato
la revisione della storia che ognuno di noi ha vissuto sulla nostra
pelle: coloro che si sono ribellati a una certa visione del mondo sono
diventati terroristi; coloro che hanno seminato il panico nelle strade
di Genova sono diventati i paladini dell’ordine e della giustizia.
Per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di
tribunale, mentre la nostra voce collettiva si affievoliva, con un
processo di rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti
dimenticassero che Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma
anche e soprattutto la forza e l’energia di centinaia di migliaia di
persone che almeno per pochi giorni hanno pensato che il mondo potesse
essere diverso da come ce lo hanno sempre raccontato e rappresentato.
Per sei lunghi anni il teatrino delle corti penali si è sostituito
alla presa di parola delle persone vive, nella convinzione che verità
giuridica e realtà storica in qualche modo convergessero, nella
speranza che in qualche modo tutto si sistemasse e non fossero in pochi

a pagare la stizzosa vedetta del potere.
Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che
vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio, hanno
completato l’operazione di revisione della storia che è cominciata il
giorno dopo le mobilitazioni contro il g8 del 2001 e si sono concluse
con la richiesta di 225 anni di carcere.
Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere di nuovo la parola,
di gridare con forza che gli eventi del luglio 2001 appartengono a
tutti noi, di mobilitarsi in massa e con intelligenza per fare si che
25 persone non paghino per qualcosa di cui siamo stati protagonisti
tutt*, nessuno escluso.
Vogliamo rilanciare con forza la mobilitazione di massa del 17
novembre a Genova, e tutte le iniziative tese a riappropriarci della
nostra memoria e del senso di quei giorni lontani sei anni ma ancora
vivi in quello che hanno rappresentato. Vorremmo che tutti
rilanciassero questo appello senza firme, senza identità , senza se e
senza ma, perchè Genova non è finita, è ancora qui, oggi, e riguarda

tutti e tutti se ne devono fare carico, senza esclusioni.

Per cominciare primo appuntamento a Genova: 17 novembre 2007
LA STORIA SIAMO NOI

Supporto Legale

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