Annino Mele in sciopero della fame nel carcere di Saluzzo (Cn)
Qualche giorno fa abbiamo letto il seguente comunicato da parte di Annino Mele, prigioniero sardo, condannato all’ergastolo. Contro tutte le galere!
Per scrivere ad Annino:
Annino Mele
Via Valle Bronda, 19
12037 Saluzzo (Cn).
Equipe trattamentale e assistente sociale
Alla direzione della Casa di Reclusione di Saluzzo
Ministero della Giustizia
Magistrato di sorveglianza
Il sottoscritto Annino Mele, dal giorno 19 agosto 2008 darà inizio ad uno sciopero della fame ad oltranza.
Il motivo che mi ha spinto a questa estrema decisione non è di natura spontaneista, ma una vera e propria impossibilità, anche solo per ipotesi, di potermi gestire una coabitazione con qualsiasi altro detenuto in cella. Il mio equilibrio psichico dopo tutti gli anni di dura carcerazione non è più lo stesso.
Il commissario Novena, alcuni mesi fa, quando gli chiesi di potermi trasferire in una delle celle vuote in fondo alla sezione, per poter lavorare meglio alla stesura del nuovo libro che sto scrivendo, mi rispose che non poteva eseguire questa richiesta in quanto il ministero aveva predisposto l’assegnazione della cella e concludeva dicendomi che con la mia sfortuna, riferendosi alla mia condanna, potevo considerarmi fortunato perchè, nonostante qualsiasi sovraffollamento, la mia condizione di stare in cella da solo non sarebbe mutata.
Invece il giorno 12 agosto c.a., dopo pranzo, senza alcun preavviso l’agente di sezione apre il cancello e mi trovo un detenuto che spinge il carrello con i propri bagagli dentro la cella dove sono io. Ho accolto il detenuto come è stato sempre nella mia educazione.
A Como, e non solo, prima del’indulto del 2006, si sono raggiunti livelli di sovraffollamento ancora peggiori di quelli attuali, ma con la disposizione del ministero, ed anche per volere delle rispettive Direzioni, il mio star solo non è mai stato messo in discussione.
Perchè Saluzzo ha voluto affondare rompendo il mio esile equilibrio? O avrà pensato che potesse risolvere il problema del sovraffollamento mettendomi un altro detenuto in cella?
Oltre tutto, il giorno 12, ho constatato la scorrettezza del brigadiere responsabile, sgarbato nel rispondermi quando gli ho chiesto perchè non fossi stato preavvisato, indifferente pure al fatto che il detenuto in questione è un fumatore e, sapendo che io non fumo, un pò di attenzione in più poteva usarla.
Ritengo quindi seriamente compromesso quel dialogo sempre seguito con reciproco interesse con la direzione. Ritengo siano venute meno le garanzie, sia umane sia in merito all’applicazione delle disposizioni vigenti.
Ritengo che allo stato attuale vengano meno le mie poche forze gestite grazie alla possibilità datami dalle altre direzioni e dal ministero di poter stare solo in cella, una gestione che mi aiutava nell’attesa e nelle speranze, anche quella di poter un giorno abbracciare la mia vecchia madre prima che muoia.
Una volta ripiombato in quel tunnel di cui non intravedo uscita confesso, con tutta sincerità, la mia stanchezza fisica, psichica e psicologica. Altre parole non servono, preferisco che stiano nel mio intimo.
Saluzzo, 19 agosto 2008
Annino Mele